Si prepara quest’anno la settima edizione di Semi di Futuro, fiera dell’economia solidale e del consumo consapevole, che ormai da 14 anni riunisce soggetti che producono e lavorano in filiere attente all’impatto sulle persone e sul pianeta.

Quest’anno il fil rouge che tesserà eventi, azioni, laboratori e market è proprio il filo che tutti i giorni noi indossiamo e che in queste giornate sarà al centro della nostra attenzione.

L’industria tessile attuale condiziona relazioni lavorative, climatiche, sociali e culturali: in 15 anni abbiamo raddoppiato la produzione e diminuito di oltre il 36% l’uso dei nostri vestiti; in Italia si ricicla solo il 12% dei vestiti e nel mondo l’1%, tutto il resto va in discarica o si brucia.

I vertici della grande industria tessile del nord guadagnano fino a 1500 volte il salario dei lavoratori base nel sud del mondo, le cui retribuzioni incidono fra lo 0,5 e il 3% del prezzo di vendita in Europa.

Semi di Futuro quest’anno vuole offrire sguardi, dare voce alle storie di tessuti e di prodotti restituendo consapevolezza alle scelte di noi consumatori: come possiamo circondarci di bellezza e unicità nel nostro quotidiano, senza perdere di vista il pianeta e le persone che lo abitano, in ogni sua parte?

Si articoleranno momenti di approfondimento tematico, musica, arte, cibo e laboratori per i più piccoli accanto all’area espositiva che coinvolgerà più di 40 brand del territorio emiliano romagnolo e italiano.

Forse non lo sai, ma alcune donne del Bangladesh sono appese nel tuo armadio, piegate nei tuoi armadietti e partecipano alle tue riunioni di lavoro ed happy hour del sabato sera. Forse non sapevi che le hai invitate ma l’hai fatto quando hai scelto di comprare quella maglietta o quei pantaloni. […] Continua a comprare prodotti “Made in Bangladesh” ma usa la tua voce e potere di consumatore per sostenere il rispetto dei nostri diritti”

Kalpona Akter, direttrice del Bangladesch Centre for Worker Solidarity